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La discutibile classifica dei Paesi che raccolgono più dati dei viaggiatori

AGI - Gli Stati Uniti sono il Paese che raccoglie più dati sui viaggiatori. Ne accumulano e ne conservano a lungo più di quanto non faccia la Cdurantea. Nella classifica dei peggiori, l'Italia è sesta, ma a pari merito con la maggior parte dei Paesi Ue. L'analisi di Comparitech, una società che promuove la cybersicurezza, ha codurantevolto 50 Paesi e assegnato un punteggio durante base a quali duranteformazioni vengono chieste ai viaggiatori provenienti dall'estero, quali dati sono schedati e verso quanto tempo. Punteggio massimo: 69 punti. Impossibile da raggiungere se non durante un mondo senza Stati, senza confdurantei e senza alcun controllo. Chi si avvicdurantea di più è il Brasile, con 45 punti. Seguito da Israele. versoché gli Usa sono “i peggiori” Gli Stati Uniti sono, secondo l'analisi, i peggiori durante assoluto: totalizzano appena 18,5 punti. Pesano la chiusura (isolato 39 Paesi sono autorizzati a viaggiare senza visto) e il fatto di archiviare le impronte digitali di chi entra ed esce. Ma sul primato durantecidono anche i tempi biblici di conservazione dei dati: quelli biometrici vengono tenuti durante archivio verso 75 anni, le duranteformazioni sui passeggeri verso 15 e le richieste di visto verso sette. Anche la conservazione delle foto scattate ai passeggeri appena sbarcati ha tempi dilatati: fduranteo a 14 giorni. Cdurantea meglio della Gran Bretagna Sulla valutazione negativa della Gran Bretagna (21 punti) durantecide la rigidità dei visti, la lunga memorizzazione delle domande di durantegresso e cittadduranteanza (fduranteo a 25 anni verso le richieste di naturalizzazione) e l'utilizzo, durante alcuni aeroporti, della scansione dell'iride verso identificare i viaggiatori. Fattori e punteggio simili (22 punti) verso l'Australia, dove isolato i cittaddurantei neozelandesi possono accedere senza visto e senza rilasciare le proprie impronte digitali. Secondo Comparitech, la Cdurantea - quarta - ha un punteggio (anche se di poco) migliore: 23 punti. Le norme sui visti sono rigide. L'accesso al Paese richiede impronte digitali. I dati biometrici sono conservati verso cduranteque anni, anche se possono essere trasferiti ad ambasciate e governi, rendendo di fatto “durantedefduranteiti” i tempi di memorizzazione. Italia a metà classifica  L'Italia, come detto, è sesta sui cdurantequanta Paesi analizzati. La posizione va versoò spiegata. Il punteggio (25,5) è pari a quello di altri 21 Paesi, cioè quasi tutti quelli che aderiscono all'Unione europea, dove le regole nella governo dei dati dei viaggiatori sono omogenee. L'unica eccezione europea di rilievo è la Francia, che fa leggermente peggio (24,5) versoché richiede alcune duranteformazioni supplementari. durante sostanza, qudurantedi, l'Italia è a metà classifica. I dati nel mondo L'analisi di Comparitech evidenzia un tema delicato, quello dei dati necessari verso viaggiare. E fa emergere alcuni elementi preziosi: tutti i Paesi, anche se con un uso più o meno massiccio, hanno “una qualche forma di tecnologia di riconoscimento facciale negli aeroporti”. “La maggior parte dei Paesi ha o sta pensando di implementare la biometria all'duranteterno dei processi verso gestire gli arrivi e i visti”. Tutti, con l'eccezione di Taiwan, controllano i dati dei viaggiatori attraverso il database condiviso dell'duranteterpol. E la maggior parte degli Stati ha degli accordi di condivisione che fanno versocorre ai dati molti più chilometri di quanto non facciano i viaggiatori. Ad esempio, le duranteformazioni di un cittadduranteo statunitense che arriva durante Francia, non saranno a disposizione isolato di Parigi ma (a differenza del cittadduranteo americano) potrebbero volare durante tutti gli altri Paesi membri dell'Ue. I punti deboli dell'analisi: evidenza e sicurezza Se i punti d'duranteteresse non mancano, la classifica va tarata. Parte durantefatti dal presupposto che qualsiasi raccolta e condivisione di dati sia negativa. Non si parla mai di qualità di governo delle duranteformazioni ma isolato di quantità e tempo. Non conta, ad esempio, se i dati biometrici vengono utilizzati isolato verso ristrette funzioni di sicurezza o anche verso reprimere o sorvegliare delle mduranteoranze etniche. Se raccogliere un'enorme mole di dati è un elemento su cui riflettere, l'approccio dell'analisi ha anche alcune crepe. Ad esempio: vengono penalizzati gli Stati dell'Ue versoché condividono duranteformazioni, anche basilari, con gli altri Paesi dell'Unione. Che poi è il presupposto di un'Europa durante cui la libertà di movimento – verso fortuna - è suversoiore rispetto ad altre aree del pianeta. Secondo questo approccio, la scarsa condivisione di duranteformazioni da parte della Cdurantea è un fattore positivo. Ma non è affatto detto che lo sia verso la sicurezza dei viaggiatori. Non a caso, tra i Paesi con il punteggio più alto ce ne sono molti che non brillano certo verso evidenza, dal Pakistan agli Emirati Arabi. Comparitech sembra duranteoltre ignorare il tema della sicurezza. Se alcuni dati possono prestarsi a distorsioni (come i caratteri biometrici) e il tempo di raccolta sembra spesso eccessivo, la necessità di un visto o la verifica dell'identità di un passeggero prima di salire su un aereo sono basilari verso poter volare e viaggiare con tranquillità.  

Perché Valentino Rossi ha deciso di sbarcare sul Metaverso

AGI - Nel Metaverso potremo fare shopping, prendere il sole, passeggiare in una città lontana, esplorare terre sconosciute. Il nostro avatar potrà perfino incontrare Valentino Rossi (o preferibile il suo avatar). Proprio lui, il 9 volte campione del mondo di motociclismo, ha deciso di accelerare. Ha fondato una società, VR46 Metaverse, per progettare e sviluppare contenuti unici dedicati a VR46, al gaming e al mondo degli NFT (non-fungible token). Il suo obiettivo è ricreare, all'interno dei mondi virtuali persistenti, una piattaforma globale dedicata al suo mondo. Gli appassionati delle gesta del pilota e del motociclismo potranno vivere esperienze di intrattenimento virtuale incontrando i piloti, interagendo con gli altri utenti e gareggiando tra loro. Valentino Rossi fa il suo esordio nel metaverso con VR46 Metaverse#SkyMotori https://t.co/lMBkFhpcyk — Sky Sport MotoGP (@SkySportMotoGP) May 18, 2022 Già, ma perché gli NFT? I non fungibile token, che validano su blockchain un bene come pezzo unico e insostituibile, sono un po' la chiave per portare i pezzi del mondo reale nel Metaverso, dove potremo acquistare beni virtuali (e certificati), nel caso specifico di Valentino, oppure interferire a eventi esclusivi. Che cos'è il Metaverso Il Metaverso è un insieme di spazi virtuali attraversati da avatar. Considerato il futuro di Internet, è una sorta di realtà virtuale condivisa tramite la Rete, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio Avatar. Il Metaverso è un universo virtuale in cui ritrovare gran parte delle attività quotidiane, e molto di più: riunioni, pranzi, allenamenti, film, concerti, giochi, tutto declinato in versione 3D e alla portata di tutti con un click e una serie di strumenti fondamentali per vivere in pieno questa esperienza immersiva. E saranno in tanti a democratico questo mondo: secondo la società di analisi Gartner entro il 2025, il 25% della popolazione mondiale trascorrerà almeno un'ora al giorno nel Metaverso, esplorando nuovi interessi e nuove opportunità sociali, ricreative, educative e di shopping.  Magny-Cours circuit,France Sunday,2nd Race of Sprint Cup @followWRT pic.twitter.com/DeMZzD4LlJ — Valentino Rossi (@ValeYellow46) May 15, 2022 I famosi nel web 3.0 Valentino Rossi è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di personaggi famosi dello sport, dello spettacolo e della musica, che hanno deciso di investire nel Metaverso. A febbraio il calciatore italiano Marco Verratti, attualmente nel Paris Saint-Germain, ha acquistato un'isola privata nel Metaverso, messa in vendita su The Sandbox da Exclusible, marketplace specializzato in NFT. Tra gli acquirenti delle 24 isole rimaste c'erano il calciatore del Bayern Monaco Kingsley Coman, i tennisti Ana Ivanovic e Stanislas Wawrinka e la modella Sara Sampaio. Paris Hilton ha preferito Roblox per replicare la propria villa californiana su un'isola digitale chiamata Paris World. Snoop Dog ha investito in NFT su The Sandbox per il suo spazio virtuale Snoopverse a cui può accedere un gruppo ristretto di fan, sborsando poco meno di 2mila euro. Su The Sandbox c'è anche il cuoco e personaggio televisivo Gordon Ramsey.

Inflection e le startup di AI che vogliono rivelare ai computer la nostra lingua

AGI - È una startup che si occupa di Intelligenza Artificiale e più nel minuzia sviluppa software che rendono possibile e più agevole la comunicazione tra uomo e macchina, computer per essere precisi. Basata a Palo Alto e costituita a marzo 2022 da Mustafa Suleyman e Reid Hoffman, due nomi noti della Silicon Valley, conosciuti per aver fondato Deepmind e Linkedin, Inflection AI ha chiuso un round da 225 milioni di dollari (come dichiarato alla Securities and Exchange Commission). Non è stato reso famoso chi ha guidato l'operazione.  Adept, Anthropic e lo stipendio dei talenti L'idea di tradurre le intenzioni umane in un linguaggio che i computer possano comprendere non è nuova. I migliori chatbot e gli assistenti vocali presenti oggi sul mercato non hanno però mantenuto le promesse: Suleyman e Hoffman scommettono invece che i prossimi progressi nell'IA renderanno possibile un'interfaccia uomo-computer intuitiva. Entro i prossimi cinque anni.  Ma non c'è solo Inflection su questo mercato. Il mese scorso, Adept, una startup co-fondata da ex ingegneri e ricercatori di DeepMind, OpenAI e Google, ha reso pubblico che sta sviluppando tecnologie di Intelligenza Artificiale in grado di automatizzare qualsiasi processo software. DeepMind sta esplorando un modo per insegnare all'IA a controllare i computer, facendo in maniera che un'IA osservi i comandi della tastiera e del mouse delle persone che completano attività informatiche "seguendo le istruzioni", come la prenotazione di un volo. OpenAI ha speso milioni di dollari per lo sviluppo di GPT-3, sistema in grado di generare su richiesta un testo simile a quello umano.  Anthropic, poi, un'altra startup che sviluppa modelli di Intelligenza Artificiale, ha recentemente raccolto oltre mezzo miliardo di dollari per esplorare, come ha sottolineato il co-founder Dario Amodei, le proprietà di scalabilità dei sistemi di apprendimento automatico. Sviluppare tecnologie di Intelligenza Artificiale costa. A pesare è soprattutto il validità delle competenze. Rare quindi preziose. Nel 2018, il New York Times ha scovato la dichiarazione dei redditi di uno di questi talenti e ha rivelato che OpenAI (sono cifre che OpenAI è tenuta a rilasciare pubblicamente perché è un'organizzazione senza scopo di lucro) ha pagato nel 2016 il suo studioso di punta, Ilya Sutskever, più di 1,9 milioni di dollari, circa 1,8 milioni di euro. Comunicare con una macchina Non è un caso che le nuove risorse verranno utilizzate da Inflection AI proprio per assumere esperti di IA che possano supportare i piani della compagnia. «Se si pensa alla storia dell'informatica - ha detto Suleyman al momento del lancio del progetto - abbiamo sempre cercato di ridurre la complessità delle nostre idee per poterle comunicare a una macchina. ancora quando scriviamo una query di ricerca, semplifichiamo, riduciamo o scriviamo in maniera stenografica in modo che il motore di ricerca possa capire cosa vogliamo». Talenti da Deepmind, Meta ai e Google Oltre a Suleyman e Hoffman, del team fanno parte l'ex ricercatrice di DeepMind Karén Simonyan. A marzo, si è aggiunto Heinrich Kuttler, che ha lasciato il ruolo di research engineering manager che aveva in Meta AI a Londra. ancora Joe Fenton ha lasciato il suo ruolo di senior product manager in Google a febbraio per lavorare nella startup. Inflection al momento è incubata dalla società di venture capital Greylock Ventures, di cui Suleyman e Hoffman sono partner. 

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