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Autostrade, la Liguria nella morsa dei cantieri da 377 giorni

Code in autostrada, foto d’archivioLa stagione dei disagi e delle code – dovute all’effetto combinato di ispezioni e manutenzioni a ponti e viadotti, gallerie e barriere anti rumore – è iniziata con la riapertura della circolazione tra Regioni dopo i lockdown, il 3 giugno 2020Roberto Sculli

15 Giugno 2021

Genova – Da oltre un anno. E, precisamente, trecentosettantasette giorni. Da tanto la Liguria è nella soffocante morsa dei cantieri autostradali. Da quando, cioè, è stata riaperta la circolazione tra le Regioni dopo il lockdown, traffico che ha iniziato a scorrere su una rete mai così costellata di chiusure, limitazioni e lavori. Era il 3 giugno 2020 e quella data può essere presa come riferimento, perché è stato in quel momento che si è davvero prodotto l’effetto combinato di ispezioni e manutenzioni a ponti e viadotti, gallerie e barriere anti rumore.Cioè, quasi ogni fibra dell’infrastruttura essenziale per il primo porto d’Italia e per collegare un territorio turistico, orfano dell’alta velocità ferroviaria, e, peggio, che viaggia in molte tratte ancora a binario unico. È stato quello il picco di una stagione di ammodernamenti, necessari da anni ma sempre rimandati – con l’inerzia di concessionario e ministero – che erano iniziati nell’ottobre del 2018, proprio dai ponti, sulla scia del collasso del viadotto sul Polcevera.Passando per il crollo della volta della Bertè, il 30 dicembre 2019, che aveva aperto l’ulteriore fronte della manutenzione delle gallerie.Da allora, l’epoca delle code non è mai finita. Da 377 giorni, non c’è stata tregua. E il conteggio rischia di durare ancora molto.

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