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Amministrative, domenica i ballottaggi. Niente apparentamenti nel centrodestra

I punti chiaveLa partita di Verona: 8mila voti tra Tommasi e SboarinaA Lucca è polemica per il sostegno di Casapound al centrodestraAd Alessandtria Calenda ago della bilancia A Cuneo M5s rifiuta di apparentarsi con il Pd A Piacenza e Viterbo sfida tra donne A Frosinone Azione appoggia il centrodestraAscolta la versione audio dell'articolo

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Scaduti i termini per gli apparentamenti si apre l’ultima settimana di campagna elettorale in vista dei ballottaggi del 26 giugno che decideranno la corsa a sindaco in 13 capoluoghi. Una partita che in alcune città si gioca sul filo dei voti e in cui potranno essere determinati anche le preferenze degli elettori di liste che non hanno formalizzato il sostengo ad un candidato.

La partita di Verona: 8mila voti tra Tommasi e Sboarina

La partita più attesa è quella di Verona dove il risultato finale potrebbe aprire una nuova fase di turbamento fra Matteo Salvini e Giorgia Meloni che si intestano la leadership del centrodestra. Il 19 giugno è arrivata la conferma che alla sfida tra il candidato del centrosinistra Damiano Tommasi, che al primo turno ha ottenuto il 39,8 dei voti, e Federico Sboarina fermatosi al 32,7%, si arriverà senza apparentamenti. Un testa a testa in cui il distacco è di ottomila voti. Nessuno dei due candidati ha trasmesso in Comune l’iscrizione di nuove liste a sostegno relativamente a quelle del primo turno: 6 per Tommasi (tra cui il Pd), 6 per Sboarina (tra cui Fdi e Lega). Il tentativo di andare ad un apparentamento formale tra Sboarina e Tosi è naufragato dopo l’ultimo rifiuto opposto dal candidato di Fratelli d’Italia.

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