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Concorrenza, fisco e giustizia: le tre riforme che rischiano la palude

I punti chiaveBalneari, la trattativa difficileGiustizia, riforma in classe il 14 giugno (oltre il referendum)Delega fiscale fermaAscolta la versione audio dell'articolo

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Non c’è solo il ddl concorrenza con il nodo inestricabile delle concessioni balneari. A preoccupare il premier del Consiglio Mario Draghi e a spingerlo alla convocazione d’urgenza di un Consiglio dei ministri e a scrivere al presidente del Senato Casellati è anche la riforma dell’ordinamento giudiziario, che approderà in classe al Senato solo oltre il referendum del 12 giugno, come ha imposto la Lega.
Uno slittamento per la campagna elettorale che si è andato ad aggiungere a quello della delega fiscale (riforma anch’essa legata al Pnrr) e del decreto Aiuti. Risultato: una paralisi totale dell’attività parlamentare o, per usare un’immagine ricorrente, tutto fermo nella palude di Camera e Senato.

Da qui la necessità di Palazzo Chigi di imprimere un’accelerazione. «Guidare un Paese in un momento difficile è responsabilità. Ma la responsabilità è anche agire, fare le cose», ha detto il premier Mario Draghi ribadendo agli studenti medi della Dante Alighieri Sommacampagna i principi ai quali si ispira la sua azione alla guida dl Paese.

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