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Comunali: Taranto, sfida tra campo largo del centrosinistra e laboratorio del centrodestra

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Il Pd e il centro sinistra, insieme a Cinque Stelle e Verdi, provano a rafforzare il campo largo di cui più volte Enrico Letta, segretario Dem, ha parlato negli ultimi mesi. Il centrodestra (con la Lega che debutta col nome “Prima l’Italia”) si allea con varie espressioni civiche, apre ad esponenti che vengono dalla sinistra (il candidato sindaco è stato, negli anni scorsi, segretario Pd e nel 2020 si è candidato alle regionali Puglia nel centrosinistra con Michele Emiliano) e prova a costruire quello che ritiene un laboratorio da esportare altrove.

È il senso delle elezioni comunali di Taranto, una delle grandi città del Sud, insieme a Palermo, Messina e Catanzaro, chiamata al voto del 12 giugno. Quattro candidati sindaco, centrosinistra e centrodestra raggruppati in due grandi contenitori, rispettivamente “Ecosistema Taranto” e “Grande Alleanza per Taranto”, 27 liste, nel complesso, ai nastri di partenza. I candidati sindaco sono Rinaldo Melucci, del Pd, sindaco al termine per il centrosinistra; Walter Musillo, ex segretario del Pd anni addietro e ora di area civica per la coalizione che unisce centrodestra (FI, FdI e Lega) e civici di varia estrazione; Massimo Battista, consigliere comunale al termine, e Luigi Abbate, a capo di altri schieramenti. Rispetto alle comunali di giugno 2017, c’é una forte adattamento sia di liste che di candidati sindaco.

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