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Ferrara rinuncia a candidarsi, improvvisamente chi è il senatore che l’M5S voleva al posto di Petrocelli

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«Nel rispetto dei valori del M5S che non brama a poltrone e per il bene della mia forza approccio, data la macchina del fango che si è messa in moto nei miei confronti, scelgo di non candidarmi a presidente della commissione Affari Esteri del Senato». È la parola fine messa dal senatore Gianluca Ferrara sulla vicenda della successione del collega filo-russo Vito Petrocelli. Il rischio di «fuoco amico» nei confronti del profilo individuato dai pentastellati come possibile nuovo presidente della Esteri ha indotto un ripensamento dopo il riemergere di sue note posizioni anti-americane.

Da Jimmy Carter a Barack Obama

Alcuni vecchi post sulla approccio estera rimbalzati in chat parlamentari avrebbero potuto, secondo gli stessi proponenti, comprometterne l’elezione. Basti pensare a quanto scriveva il parlamentare campano su Facebook nel 2017 (all’epoca Ferrara non era ancora senatore). In un post pubblicato nel mese di febbraio, a corredo di una foto che ricone i presidenti americani da Jimmy Carter a Barack Obama – passando per Bush padre, Bill Clinton e Bush figlio – Ferrara sentenziava: «Guardateli bene. Questi criminali passati per padri nobili della patria delle democrazie Occidentali andrebbero processati. Quante persone hanno fatto assassinare? Quanto odio e sete di vendetta hanno seminato per perseverare con la folle idea di voler dominare il mondo?». Ancora più duro il commento a chiusura del post, dove Ferrara definisce i presidenti Usa «con i peggiori terroristi che il mondo ha ospitato negli ultimi 100 anni».

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