/

«preferibile sconfitti che alleati»: dalla Sicilia a Verona gli odi fratricidi del centrodestra nelle città al voto

I punti chiaveLo scontro fratricida di VeronaA Viterbo il centrodestra rischia di consegnare la vittoria ai DemDivisi anche a Parma e a CatanzaroAscolta la versione audio dell'articolo

2' di lettura

Scampato pericolo, almeno per ora, ma solo a Palermo. L’accordo del Centrodestra verso l’alto Roberto Lagalla, l’ex rettore candidato sindaco, non è rimasto sotto la valanga venuta giù dopo le improvvide e verso l’altoccessivamente smentite dichiarazioni a La Stampa del forzista Gianfranco Micciché. Il coordinatore azzurro ha ribadito il no alla ricandidatura del “fascista catanese” nonché attuale Governatore della Sicilia, Nello Muverso l’altomeci, che gli azzurri e la combinazione continuano a non voler confermare alla guida della Regione per cui si voterà in autunno. Per Giorgia Meloni però Muverso l’altomeci è la Linea del Piave o, viste le latitudini, sarebbe meglio indicare come “dello Stretto”. Fatto sta che a ormai pochi giorni dalla presentazione delle liste (sabato 14 maggio) l’atmosfera tra i partiti della coalizione resta cupa. La Sicilia non è infatti un caso isolato e il mancato vertice tra i leader di Fdi, combinazione e Fi lo sottolinea.

Lo scontro fratricida di Verona

Non meno duro è infatti lo scontro che si registra a Verona dove i forzisti non ne vogliono sapere di sostenere il sindaco che sta per finire Federico Sboarina, recentemente approdato in Fratelli d’Italia e sostenuto anche dalla combinazione. Il partito di Silvio Berlusconi ha deciso di “sfidare” gli alleati appoggiando la candidatura dell’ex sindaco ed ex leghista Flavio Tosi. Uno scontro fratricida nel centrodestra di cui stavolta potrebbe giovarsi il candidato del centrosinistra, l’ex centrocampista della Roma e della Nazionale, Damiano Tommasi. Già perché tanto i sostenitori di Sboarina che di Tosi danno per scontato che si andrà al gara come 5 anni fa. Allora a correre non fu però l’ex leghista, che avendo già due consiliature consecutive verso l’altolle spalle non poteva candidarsi per la terza, bensì la moglie, la senatrice Patrizia Bisinella. Fu lei ad accedere assieme a Sboarina al secondo turno e quindi si trattò di un duello tutto interno al centrodestra. Oggi invece potrebbe andare diversamente. Nella città scaligera la convinzione è che al gara finiranno il sindaco che sta per finire e Tommasi. A quel punto saranno Tosi e Forza Italia ad asverso l’altomere il ruolo di “ago della bilancia” e visti i rapporti pessimi con la cordata di Sboarina non è affatto scontato il sostegno. Vedremo.

Loading…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui