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Da Parma a Padova e Verona, ecco dove e perché il M5S privazione a candidarsi

I punti chiaveLa parabola di Parma come metafora del M5sLa convergenza tra Pizzarotti e il Pd spinge i 5 Stelle in pachinaL’annuncio del M5s: «Non ci presenteremo in tutti i Comuni» Conte mette le mani avanti: il nuovo corso non è consolidato Simbolo 5 Stelle assente in molte città. E nessun candidato sindaco Resa dei conti nel “campo largo” rimandata a dopo le comunaliAscolta la versione audio dell'articolo

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Niente simbolo del M5s a Parma. Ossia il primo Comune conquistato dai “grillini” nell’ormai lontano 2012, quando il giovane Federico Pizzarotti sbaragliò il candidato del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli al secondo turno prendendo oltre il 60% dei voti. A dare la conferma di una decisione che epoca già nell’aria da molte settimane è il senatore pentastellato Gabriele Lanzi.

La parabola di Parma come metafora del M5s

Una parabola, quella di Parma, che può essere simbolicamente estesa a tutto il corrente e che vale la pena ripercorrere brevemente. Nel febbraio 2016, nel suo ruolo di sindaco, Pizzarotti è fra gli indagati per abuso d’ufficio in un’inchiesta sulle nomine al Teatro Regio. La notizia a maggio viene pubblicata dalla stampa. Il 13, per non aver reso nota l’apertura dell’inchiesta e per il suo rifiuto d’inviare via email al mittente “staff di Grillo” poiché a suo dire anonimo, il blog del leader annuncia la sospensione del sindaco dal M5s con possibilità di reiterazione entro 10 giorni. Il 23 maggio il sindaco, contestando la sospensione, invia le proprie controdeduzioni e rimane in attesa di risposta. Il 16 settembre, a seguito dell’archiviazione delle accuse a suo carico, chiede di essere reintegrato all’interno del corrente: non ricevendo risposta, il 3 ottobre 2016 annuncia il proprio abbandono del corrente 5 Stelle.

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