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Rai, si accende lo scontro fra azienda e sindacato sulle edizioni della Tgr

Ascolta la versione audio dell’articoloTensione alle stelle nei rapporti fra Rai e sindacato interno dei giornalisti (ma non solo). Lo stop al videomessaggio sindacale con cui Usigrai puntava a sostituire il comunicato sindacale di fine Tg nelle edizioni regionali è stato stoppato dall’azienda. La risposta è stata una conferenza stampa cui hanno partecipato, insieme all’Usigrai, gli organismi di rappresentanza dei giornalisti, dalla Fnsi all’Ordine dei giornalisti alla Federazione della Stampa Romana. E i toni non sono stati per nulla concilianti. «Non è solo una vicenda che riguarda i giornalisti della Rai. E’ una vicenda grave, che non ha precedenti neanche nei momenti più bassi della Rai lottizzata», è stato l’attacco del presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti.Giornalisti «compattati»La decisione presa dall’amministratore delegato Carlo Fuortes e avallata a maggioranza (4 voti favorevoli su 7) dal Cda, di cancellare le edizioni notturne dei Tg regionali, si è trasformata nel detonatore di un contrasto esacerbato dallo stop al videomessaggio. E alla fine, come sottolineato sempre da Giulietti, «l’ad Rai è riuscito nell’impresa rara di metterci tutti insieme, perché quello che sta accadendo è una ferita grave e profonda».Le tappe dello scontroCosa è successo dunque? «Il giorno 10 gennaio – spiega Daniele Macheda, segretario Usigrai – abbiamo mandato ai vertici Rai un comunicato sindacale, nello specifico un videomessaggio, strumento contemplato dal contratto, perché i telegiornali potessero mandarlo in onda. L’azienda, violando così ogni regola contrattuale, si è rifiutata per “motivi editoriali”». A peggiorare le cose è il fatto che la stessa Rai, continua Macheda, «ha indicato la data del 18 gennaio per discuterne. Il 18 gennaio e cioè una settimana dopo la nostra richiesta di evidente attualità. Ci chiediamo a questo punto se la missione dell’ad Fuortes sia interrompere le relazioni sindacali, renderle inagibili. Se così fosse, lo dica chiaramente, visto che lui è stato indicato nel ruolo di amministratore delegato del Servizio Pubblico proprio dal Governo».I contenuti del videomessaggioIl videomessaggio che la Rai non ha mandato in onda è in un servizio giornalistico in cui si mostra la terza edizione della Tgr dell’Emilia Romagna e del Lazio. Subito dopo, però, di fronte al muso dispiaciuto di un cagnolino, si spengono gli schermi, mentre il giornalista dice «la Rai spegne l’informazione». A seguire un pezzo dell’audizione di Fuortes in Commissione di Vigilanza Rai, mentre annuncia che le edizioni notturne dei telegiornali regionali sono state cancellate a decorrere dal 9 gennaio. «Ma non in tutta Italia – si sottolinea così nel servizio contenuto nel video-comunicato sindacale – perché solo i telespettatori della provincia autonoma di Bolzano continueranno a vedere il loro telegiornale della sera grazie ad un accordo che non consente alla Rai di cancellarlo. L’Usigrai, il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti Rai, crede invece che l’informazione debba essere per tutti i cittadini nessuno escluso. Per questo chiediamo di riaccendere l’informazione regionale alle 22,30 con un’edizione più ricca ad un orario più comodo per voi, togliendo alla Rai l’alibi dei costi».Ordine dei giornalisti «accanto all’Usigrai»Un’edizione, insomma, prima che scattino le maggiorazioni notturne. Questa la soluzione proposta dall’Usigrai, ma ormai è un braccio di ferro fra le parti. «Non spetta a me intervenire sul caso specifico del videomessaggio bloccato, ma sulla vicenda dello stop all’edizione notturna della Tgr siamo dalla parte dei giornalisti, accanto all’Usigrai». Così Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, che ha ospitato la conferenza stampa.

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