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Rai, l’azienda blocca il «videomessaggio» del sindacato sulla Tgr

Ascolta la versione audio dell’articoloSi alzano i toni dello scontro fra Rai e sindacato dei giornalisti. A quanto verificato dal Sole 24 Ore l’azienda ha bloccato la messa in onda di un servizio preparato in sostituzione del comunicato sindacale letto a fine Tg. Oggi sarebbe dovuto andare in onda alla fine dell’edizione delle 14 del Tg nelle edizioni regionali. Non sarà così.Rischia di esacerbarsi lo scontro in un giorno in cui il sindacato non dovrebbe prendere posizione in segno di rispetto per la morte di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo e a lungo giornalista del Tg1. Ma è difficile pensare che l’Usigrai, già a partire da domani 12 gennaio, si fermi davanti a un rifiuto dei vertici di Viale Mazzini con i quali il sindacato ha iniziato un corpo a corpo dopo la decisione, presa dall’amministratore delegato Carlo Fuortes e avallata a maggioranza (4 voti favorevoli su 7) dal Cda, di cancellare le edizioni notturne dei Tg regionali.Botta e rispostaRisparmi di 6 milioni inevitabili in un momento come quello attuale, è la linea di Viale Mazzini. Misura di facciata invece di affrontare i veri sprechi è la replica dell’Usigrai. E non aiuta a rasserenare quanto accaduto nella Provincia autonoma di Bolzano, dove l’edizione notturna è rimasta in vita (alle 22.30: lo stesso rimedio suggerito erga omnes dall’Usigrai). Qui, ha ricordato il sindacato, «la programmazione non si cambia senza il preventivo accordo dell’autorità locale». Dal governatore del Veneto Luca Zaia, al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, al governatore della Sardegna Christian Solinas non sono mancate le voci critiche nei confronti della scelta di Viale Mazzini.Il piano editoriale di Casarin Tutto questo mentre giovedì 13 approda in Cda il piano editoriale del direttore della Tgr Alessandro Casarin. Nessun voto è previsto nel board. Ma da lì si passa ai voti nelle redazioni (con esito abbastanza scontato in questo bailamme). La procedura prevede poi, in caso di bocciatura, una ripresentazione, rivista, entro 15 giorni. In caso di ulteriore bocciatura l’effetto pratico potrebbe essere inesistente. La questione politica è tutta un altro conto.

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