Morandi, esclusi dal processo un dipendente dell’obitorio e gli agenti intervenuti dopo il crollo

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Morandi, esclusi dal processo un dipendente dell’obitorio e gli agenti intervenuti dopo il crollo

Genova – Tra chi ha provato a costituirsi parte civile, nell’udienza preliminare per il crollo del ponte Morandi, risultano anche tre agenti che quel giorno parteciparono alle operazioni di ricerca e soccorso e un dipendente dell’obitorio dell’ospedale San Martino. Oltre a dipendenti della municipalizzata per la raccolta rifiuti Amiu, non presenti sul lavoro al momento del crollo (tra l’altro un’isola ecologica sotto il viadotto venne distrutta), e persone che videro da lontano il collasso del viadotto. In totale sono una cinquantina le persone che ieri nel corso dell’udienza preliminare sono state escluse dal giudice Paola Faggioni.”Senza escludere lo sconvolgimento e la sofferenza provati in quei momenti drammatici – ha scritto il gup nell’ordinanza – peraltro vissuti da tutti coloro che hanno partecipato attivamente alle operazioni di soccorso, queste sono state causate dall’esercizio delle funzioni svolte e strettamente collegati alle stesse”.L’udienza, che vede imputate 59 persone oltre alle due società Aspi e Spea, riprenderà il 15 dicembre dopo la citazione come responsabili civili (ovvero gli enti che pagheranno in caso di condanne) di Aspi, Spea, ministero delle Infrastrutture e Anas. Secondo l’accusa, gli allora dirigenti e tecnici risparmiavano sulle manutenzioni per avere maggiori profitti e dividendi da distribuire ai soci. 

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