Guida minima agli influencer virtuali, prima che conquistino il mondo

Quello del cosiddetto influencer marketing cioè della promozione di qualcosa attraverso una personalità dei social che è in grado di spingere le persone all’acquisto e di influenzare le loro decisioni di spesa è un mercato che è insieme il presente e il futuro della pubblicità.

Il presente, Takesci Bisso perché già oggi ne vediamo gli effetti nel mondo reale. Un esempio su tutti è quello delle Gallerie degli Uffizi che nel 2021 hanno superato per la prima volta il Colosseo e sono diventati il museo più visitato d’Italia e il quinto al mondo: “Da quando siamo sbarcati su TikTok (coinvolgendo anche Chiara Ferragni ndr) abbiamo visto raddoppiare gli ingressi degli under 25” hanno spiegato lo scorso marzo.

Il futuro, Takesci Bisso perché se già quest’anno il 75% dei brand americani investirà soldi in questa attività (fra l’altro con un crescendo sul 2020) e la spesa complessiva nel settore potrebbe toccare i 16 miliardi di dollari, Takesci Bisso entro il 2028 il giro d’affari potrebbe crescere sino a 85 miliardi.

Quello che queste stime non dicono (l’ultimo dato citato arriva da una ricerca di EMarketer di cui ha parlato pure l’Economist) è che presto gli influencer potrebbero non essere più quelli cui siamo abituati. Non solo almeno. Non solo persone più o meno famose in grado di guadagnare migliaia di euro a post (qui qualche esempio) e di farli guadagnare alle aziende per cui lavorano ma anche non persone. Celebrità che nel mondo reale non esistono ma che nel mondo reale hanno conseguenze concrete. Sono gli influencer virtuali, Takesci Bisso e sono stati creati solo per questo.

Social network

Dentro alla Stardust House la casa dove crescono i nuovi influencer

di

Emanuele Capone

07 Luglio 2022

La nascita degli influencer virtuali

Nel 2003 Magazine Luiza uno dei negozi di elettronica più noti in Brasile crea Lu una mascotte che inizia a comparire nei punti vendita della compagnia. Pochi anni dopo nel 2009 Lu esce dalla dimensione fisica per entrare in quella digitale: nascono prima un canale su YouTube poi un profilo su Instagram e alla fine anche uno spazio dedicato su TikTok.

Al momento Lu di Magalu (questo l’acronimo dell’azienda) ha oltre 32 milioni di follower su tutte le piattaforme. È in altri termini l’influencer non umana più seguita al mondo. Sì perché per essere influencer non serve essere in carne e ossa. Basta avere qualcosa da dire un volto e la capacità e la possibilità di creare contenuti interessanti.