Parco di Portofino, Lega favorevole alla proposta del Wwf. Il Pd: “Il Carroccio ha negato il confronto”

Il golfo di San Fruttuoso, a CamogliFederparchi: “Occorre integrare il sistema dei parchi in un più ampio programma di finanziamento nazionale”Genova – Il caso del Parco di Portofino è finito oggi al centro di una polemica politica tra Lega e Pd. Se il Carroccio, contrario all’argamento dei confini, “appoggia” la proposta ambientalista presentata dal Wwf di unire il parco terrestre con l’area marina protetta”. Il Pd attacca: “Se c’è qualcuno che ha negato il confronto con il territorio sul Parco nazionale di Portofino è la Lega in Liguria che ora dice di essere favorevole al parco”.Intanto Federparchi scrive al ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani sollecitando l’integrazione dei parchi regionali nelle politiche nazionali.La Lega apre al Wwf”La Lega è stata tra i primi a sostenere la trasformazione del parco di Portofino da regionale a nazionale. Diciamo ‘no’ all’allargamento dei confini, ‘sì’ all’unione del parco terrestre con l’area marina protetta”. Così il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Stefano Mai replica alla critiche dell’opposizione sulla situazione di stallo in cui versa la nascita del Parco nazionale di Portofino.”Il Pd trasformò un’analisi dell’Ispra in una proposta che consisteva nell’ampliamento dei confini del parco da 1.000 a 15.000 ettari e da 3 a 20 Comuni – dice Mai – Una proposta irricevibile. Ritengo anche discutibile che Regione Liguria debba accettare un Parco calato dall’alto. Infatti, la norma prevede che il percorso di istituzione debba essere condiviso con la Regione. Sono poi state dette molte inesattezze, in particolare per quanto riguarda i fondi disponibili: il Parco nazionale beneficerebbe di un riparto del fondo nazionale, attualmente di 80 milioni di euro, che a conti fatti è grosso modo la cifra che ora ottiene da Regione Liguria. Siamo favorevoli a ragionare sulla soluzione proposta dal Wwf, ossia di istituire il Parco nazionale unendo l’Area marina protetta al parco terrestre”.Garibaldi, Pd: “Quando Mai è stato assessore ai Parchi ha per anni evitato di discutere con i territori”Replica il capogruppo del Pd-Articolo Uno in Consiglio regionale Luca Garibaldi: “Se c’è qualcuno che ha negato il confronto con il territorio sul Parco nazionale di Portofino è la Lega in Liguria che ora dice di essere favorevole al parco. Quando Mai è stato assessore ai Parchi ha per anni evitato di discutere con i territori e il Ministero in merito alla trasformazione da regionale a nazionale del Parco di Portofino. Già allora il Ministero gli aveva fatto sapere che non avrebbe accettato la trasformazione con i confini attuali, ma lui è comunque rimasto fermo sulle sue posizioni. Non mi stupisce che la Lega non capisca cosa voglia dire avere un Parco Nazionale, le cui risorse sarebbero molto superiori a quelle esigue stanziate dalla Regione che quando Mai era assessore non ha mai incrementato e non mi stupisce che non sappia neppure che i parchi possono accedere a risorse specifiche e a quelle del Pnrr destinate alle aree protette”.Federparchi: “Serve un sostegno efficace alle attività economiche portate avanti dagli Enti Parco”Il coordinatore regionale della Federpachi, Roberto Costa, nel frattempo, scrive al ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani sollecitando l’integrazione dei parchi regionali nelle politiche nazionali. Aderiscono all’appello: Parco Alpi Liguri, Parco Antola, Parco Aveto, Parco Beigua, Parco Montemarcello, Magra Vara, Parco Piana Crixia, Parco Portofino, Parco Portovenere. Analoga iniziativa è stata attuata alcuni giorni fa da Federparchi Lombardia.Nel testo si legge: “È evidente come, per soddisfare i bisogni ambientali, sociali e culturali delle nostre comunità e promuovere lo sviluppo locale e il turismo sostenibile, sia necessario integrare il sistema dei parchi regionali in un più ampio programma di finanziamento nazionale. Tale programma secondo la nostra opinione deve prevedere un sostegno efficace e duraturo alle attività economiche e sociali portate avanti dagli Enti Parco regionali e pertanto, chiediamo che questi siano ulteriormente riconosciuti e finanziati all’interno della Legge Quadro sulle aree protette n.394/91. In particolare richiediamo la piena attuazione ed il finanziamento dell’art.4 della L.394/91 (Programma triennale per le aree naturali protette) e l’estensione delle Zea (Zone Economiche Ambientali), oggi limitate a Parchi Nazionali ed Amp, anche ai territori delle Aree Protette regionali”.”Crediamo che la transizione ecologica debba svolgersi anche attraverso la valorizzazione dei servizi ecosistemici erogati nella loro globalità dal sistema delle Aree Protette regionali che a tutti gli effetti costituiscono, assieme alla rete dei Parchi nazionali e delle Amp, la struttura portante del nostro Paese – si legge ancora nel documento – La necessità di cambiamento che deve riguardare tutti i nostri territori è impellente e la realtà delle Aree protette regionali è pronta ad accogliere la sfida”.

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