Tokyo 2020, argento per l’Italia negli 800 stile libero. Paltrineri supereroe: “Nuoto con il cuore”

Tokyo – C’è un Supereroe nell’acqua della piscina olimpica di Tokyo. Ha la cuffia nera con il tricolore laterale. Parte dalla corsia 8 nella finale degli 800 stile libero maschili (per la prima volta nel programma dell’Olimpiade). Il suo nome è Gregorio Paltrinieri. L’uomo che non si arrende mai, il ragazzo che vede sempre il positivo nel negativo. Il nuotatore che non si accontenta e cerca di scalare sempre nuove vette, ponendosi obiettivi sempre più difficili.L’uomo dalle mille risorse mette a segno un miracolo. In Italia sono le 3 di notte e sembra davvero di sognare. Tutti con il fiato sospeso per quasi 8 minuti. Il ragazzo di Carpi è argento con 7’42”11. E’ un grande crono. Ma è straordinaria, stupefacente, incredibile la storia di come è arrivato questo risultato. Perché Super Greg questa gara non doveva nemmeno nuotarla.Ad un mese dall’Olimpiade arriva la mononucleosi, avversario subdolo, senza una cura specifica se non il riposo. E allora l’azzurro, oro a Rio nei 1500, si mette a riposo. Un mese fra riposo assoluto e qualche “bagnetto”. Poi riprende piano piano.Ma il tempo stringe, ci sono i Giochi a cinque cerchi, già rimandati di un anno. Dagli Europei di Budapest, dove aveva vinto tutto, agli inferi, con la testa piena di fantasmi. Accanto a lui il suo staff ed il medico federale, il genovese Lorenzo Marugo, che ha sempre saputo che i supereroi possono andare anche contro una scienza esatta come la medicina. Paltrinieri arriva in Giappone a ridosso delle gare, entra per il rotto della cuffia nella finale degli 800. Ha già vinto partecipando.Ma lui è Gregorio Paltrinieri, l’orgoglio fatto ad essere umano e allora non gli basta. In finale si trasforma. Parte a bomba, come se nuotasse un 100. Gli avversari lo sottovalutano e lui sempre avanti, come in una favola. 1’52”86 ai 200. 3’50”55 ai 400 con 1 secondo di vantaggio sui superfavoriti Romanchuk e Wellbrock.Tutti si aspettano un crollo di Gregorio, ma lui spinge sempre sull’acceleratore. Sempre primo fino ai 750 dove Romanchuk lo supera di un 1 decimo. Ma l’azzurro sprinta, non si sa dove trovi le energie. Dalla corsia 3 arriva l’avversario che non ti aspetti, l’esordiente statunitense Robert Finke. Nuota un ultimo 50 da 26”39 e vince l’oro con 7’41”87, ma Greg è argento. Bronzo Romanchuk e fuori dal podio un incredulo tedesco Wellbrok. Un argento che vale oro.E stavolta non è proprio una frase fatta, ma la realtà. Un miracolo “dire un miracolo è poco” dice l’italiano “nemmeno io avrei scommesso su me stesso. Sembravo un’altra persona rispetto alla batteria. Ieri sera ho ricevuto un messaggio di un mio amico che diceva ‘nuota con il cuore. Le finali si vincono con il cuore’. E allora ho pensato alla mia carriera. Ho sempre usato troppo la testa. Ho sempre programmato tutto. Ho sempre avuto troppe idee e confuse. E allora ho dato retta al mio amico. Ho nuotato con il cuore. Gli altri stavano meglio di me fisicamente, ma io stavolta volevo essere davvero un Supereroe. A maggio mi sentivo un Dio con 5 medaglie al collo, un mese fa l’ultimo. Non è stato semplice”.La mononucleosi è una brutta bestia: “Ti butta giù fisicamente e mentalmente. Quando ho ricominciato a nuotare non tenevo il passo delle ragazze. Poi piano piano ho cominciato ad allenarmi di nuovo con i miei compagni, ma il tempo era poco. Però ora sono qui a guardarmi questa medaglia frutto del coraggio”.Se lo guarda e se lo riguarda questo argento. Poi ci pensa un po’ su e  dice “però poteva essere d’oro …”.Ride, ma Paltrineri è rinato: “Devo rimanere concentrato. Il 31 ho i 1500 e il 5 agosto la 10 chilometri. Voglio giocarmela”. Un atleta, un uomo davvero unico. Comunque vadano a finire le altre gare, le emozioni regalate negli 800 sono state le più forti finora vissute a questa Olimpiade.Sesto nella finale dei 100 stile libero, vinta da Caleb Dressel con 47”02, Alessandro Miressi. Chiude in 47”86. Sognava il bronzo: “Peccato, non mi è entrata la gara. Con il mio personale potevo andare a podio, ma non posso lamentarmi. Una finale olimpica nei 100 è davvero tanta roba”.I centesimi beffano Alberto Razzetti. Il ligure chiude al nono posto le semifinali dei 200 misti. 1’57”70. Fuori dalla finale per soli 6 centesimi. Il tempo non è male se si considera che il ragazzo di Sestri Levante ha sbagliato la virata dorso/rana e l’arrivo a stile libero.Ma nella frazione a rana è stato perfetto e l’atteggiamento mentale è sempre stato quello giusto. Avrebbe meritato la seconda finale alla sua prima Olimpiade, ma l’Italnuoto ha la certezza di aver trovato un atleta solido e in costante miglioramento per il futuro “speravo di entrare perché una finale olimpica è un onore, ma soprattutto per riscattare la prova di oggi. Non mi sono piaciuto eppure ero lì con i migliori. Tante volte la fortuna è stata con me. Oggi no, ma il nuoto è anche questo. E’ stata una bellissima esperienza”.

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