La città di Roma avrà un posto in prima fila nel Pnrr

Chiunque sarà il sindaco di Roma, avrà un posto in prima fila al tavolo per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il governo costituirà con le forze economiche e sociali per rafforzare l’attuazione del Recovery. Entra a sorpresa, nel decreto legge 77 su governance Pnrr e semplificazioni, un emendamento dei due relatori, Annagrazia Calabria (Forza Italia) e Roberto Morassut (Pd), entrambi romani, che punta a rafforzare il ruolo della Capitale nell’attuazione del Pnrr e in vista degli altri appuntamenti di rilancio della città, a partire dal Giubileo. Sostegno di tutte le forze politiche e anche del governo: una sorta di «patto per Roma» che segna una tregua istituzionale in vista dell’elezione del sindaco.È la sorpresa forse più rilevante in una giornata di votazione degli emendamenti al decreto legge 77 nelle commissioni Affari costituzionali e Ambiente, ancora segnata da confusione e tensione nella maggioranza e fra maggioranza e governo. In una sarabanda di rinvii, accantonamenti, riformulazioni, pareri governativi promessi e poi rinviati, cambi di posizione a più riprese, l’esame delle proposte, che doveva essere concluso nel pomeriggio, è andato avanti fino a notte fonda.Loading…Le altre proposte in dirittura d’arrivoFra le altre proposte approvate o comunque in dirittura d’arrivo in nottata l’emendamento dei due relatori sul dissesto idrogeologico (riformulato d’intesa con il Mef per tener conto delle competenze della Protezione civile), la proposta di Alessia Rotta (Pd) sulla parità di genere nelle posizioni di governance del Pnrr e la riformulazione del Ministero delle infrastrutture sull’appalto integrato, materia quanto mai delicata su cui il Pd si era messo molto di traverso con due emendamenti illustri di Graziano Delrio e Paola De Micheli.Alla fine la mediazione di Giovannini – che non è detto soddisfi i due presentatori – prevede che siano le linee guida ministeriali a rafforzare i contenuti del Progetto tecnico di fattibilità tecnico-economica, in modo da imporre qualche vincolo e indirizzo a un appaltatore che si troverà nelle mani progettazione definitiva, progettazione esecutiva e lavori. Soluzione certamente ardita che in molti casi copre però i ritardi delle stazioni appaltanti sui progetti del Pnrr e consente – anche agli occhi della Ue – di appaltare intanto l’opera in assenza di un progetto definitivo.I punti di contrastol Le tensioni non sono mancate su numerosi emendamenti. A partire, ancora, ovviamente, dal Superbonus su cui la disponibilità mostrata dal Mef ad accogliere alcuni emendamenti ordinamentali di semplificazione ulteriore si è scontrata con altre opposizioni dentro il governo e con le tensioni nella maggioranza. Tutto molto strisciante.