India, la sentenza dell’Alta Corte di Delhi: sfamare i cani randagi è un diritto

«I cani randagi hanno il diritto di essere sfamati e i cittadini hanno il diritto di nutrirli»: lo ha affermato l’Alta Corte di Delhi, sostenendo che la legge riconosce agli animali il diritto ad essere trattati con compassione, rispetto e dignità.Dopo queste premesse, il tribunale ha chiesto alla Commissione nazionale per il benessere degli animali (Animal Welfare Board of India, AWBI), di individuare, insieme alle associazioni dei residenti, presenti in ogni quartiere, le aree dove è consentito nutrire i randagi. I magistrati hanno anche suggerito all’AWBI di istituire in ogni quartiere una commissione per il benessere degli animali.«È necessario che chi si occupa dei randagi prenda tutte le precauzioni e non interferisca con gli altri cittadini, creando occasioni di fastidio o molestie a nessuno» ha scritto, nella sua ordinanza, il giudice J.R Midha.La presenza di decine di migliaia di cani randagi nella capitale, così come nelle altre metropoli del paese, è da tempo tema fortemente divisivo: gli animali di giorno non sono pericolosi, ma di notte fanno branco, ululano, e possono diventare aggressivi. Negli ultimi anni sono state presentate all’amministrazione di Delhi varie petizioni che chiedono un censimento, propongono di sterilizzarli o di catturarli e di rinchiudere i randagi in canili; allo stesso tempo, tuttavia, sono moltissimi i cittadini che sfamano i cani e li curano, a proprie spese.Segui LaZampa.it su Facebook (clicca qui), Twitter (clicca qui) e Instagram (clicca qui) E’ ripartita la newsletter settimanale e gratuita, se vuoi iscriverti clicca qui