Giustizia, ultime ore per trattare. Tajani chiede a Draghi correttivi garantisti

Ultime ore per trattare su alcune correzioni alla riforma della giustizia, senza snaturare la riforma Cartabia. È l’input che sarebbe arrivato dal premier Mario Draghi ai partiti della maggioranza, mentre si cerca di chiudere l’intesa finale sugli emendamenti che riguardano il processo penale. Secondo alcune fonti parlamentari la conclusione di una mediazione non sarebbe lontana, resta il fatto che ancora non si sarebbe chiuso un accordo che suggelli un equilibrio tra le proposte di tutti i partiti. E dal M5s trapela la consapevolezza che se il tavolo dovesse saltare, il governo potrebbe anche portare in Aula il testo approvato due settimane fa in Consiglio dei ministri e porre su quello la fiducia: per Giuseppe Conte si aprirebbe un “voto al buio” e una difficile decisione che potrebbe spaccare i Cinque stelle. Matteo Salvini, dal canto suo, fa sapere di essere rimasto a Roma e di non escludere la possibilità di incontrare nuovamente in giornata Draghi se si troverà la quadra per l’accordo. E il coordinatore di Fi Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il premier nel quale ha chiesto a Draghi «alcuni correttivi in senso garantista in materia di procedura penale allo scopo di rendere più veloci i processi».La roadmap di DraghiDi sicuro, il presidente del Consiglio è irremovibile sulla necessità di far approvare il testo alla Camera, anche con la fiducia, prima della pausa agostana. Draghi ieri sera 28 luglio ha sentito Enrico Letta e Matteo Salvini, mentre non risultano ancora nuovi contatti con Conte. L’obiettivo sarebbe quello di chiudere la mediazione oggi, magari con un nuovo passaggio della riforma in Consiglio dei ministri, prima che Marta Cartabia vada in commissione a presentare le sue proposte. La ministra era già attesa ieri, ma l’incontro con la commissione è stato rinviato a quando si sarà raggiunta una sintesi.Loading…La ricerca di una sintesiSi parte dalla proposta M5s – che in linea di principio il governo sarebbe pronto ad accogliere – di imprescrittibilità per i reati di mafia e terrorismo. In più, sul tavolo c’è la proposta Pd di una norma transitoria che ponga il termine dei processi a tre anni in appello e due anni in Cassazione fino a tutti il 2024, per poi far scattare le soglie a regime di due anni e un anno. La Lega ha rilanciato rispetto alla proposta M5s, mettendo sul tavolo l’imprescrittibilità anche per i reati di violenza sessuale e droga. Mentre FI frena rispetto a proposte che riportino a termini di prescrizione troppo ampi. Dal ministero della Giustizia ricordano intanto di aver accolto per i reati contro le donne già la proposta di escluderli esplicitamente da quelli per cui può essere prevista la particolare tenuità del reato. Ma per il resto, si sta cercando di evitare che le richieste incrociate dei partiti snaturino il testo iniziale.M5s, stamattina Conte vede i parlamentariIeri in serata Conte, rimasto fino a tardi con i fedelissimi a lavorare in Senato, ha risposto stizzito alle accuse di Salvini di voler rallentare la riforma: “Noi lavoriamo sempre perché le riforme si facciano, perché si velocizzino i processi. E ovviamente perché i processi si celebrino”. In casa M5s si registra ancora un’atmosfera tesa e stamattina Conte vedrà i parlamentari di Camera e Senato per un aggiornamento sulla riforma, che arrivi o meno dal governo una proposta finale.