Genova, l’avanzata dei supermercati continua anche nel 2020: l’equivalente di 17 campi da calcio | La mappa delle aperture

Genova – Oltre 126mila metri quadrati. L’equivalente di 17 campi da calcio delle dimensioni del manto erboso dello stadio Luigi Ferraris. Niente dribbling o gol in questo caso però, solo banchi e scaffali pieni di generi alimentari di ogni tipo, freschi, surgelati, inscatolati. Perché quella di cui stiamo parlando è la superficie di vendita occupata dalla grande distribuzione alimentare nel comune di Genova che nell’anno 2020 è aumentata ancora. La cifra, rilevata dai dati Nielsen, società di analisi di mercato, conferma infatti la crescita dei supermercati (compresi minimercati e ipermercati) nella nostra città: più 2,6% rispetto al 2019, anno che già faceva segnare un incremento del 2,9% sul 2018. Risultato: circa 7mila nuovi metri quadrati in tre anni, vale a dire un ulteriore campo da calcio riempito di vivande. Quelli di Nielsen sono, infatti, ad oggi gli unici dati disponibili per il 2020 perché il report del ministero dello Sviluppo economico, riferito all’anno scorso, non è ancora stato pubblicato e la Camera di Commercio di Genova – contattata dal Secolo XIX –  fino a quel momento non rende i noti i dati trasmessi al ministero. A giocare la partita sul territorio genovese – raccontano sempre le stime Nielsen – sono i nomi noti della grande distribuzione locale e nazionale che si dividono le fette più consistenti del terreno di gioco. Il 28% della superficie (35mila mq), vale a dire più di un quarto, fa capo al gruppo Sogegross (Basko, Ekom, Doro i marchi). Con quasi 27mila mq segue Coop che controlla il 21% del totale, un quinto della superficie occupata dai supermercati all’interno dei confini comunali. Porzioni consistenti anche per Carrefour (19.552 mq per il 15,5%) e Pam (14.225 mq e 11,3%). Più indietro Esselunga che da anni si muove d’attacco per espandersi nel territorio genovese. Al 2020 il gruppo era fermo ai circa 1.500 mq dell’unico insediamento aperto l’anno scorso in via Piave, nel quartiere di Albaro pari all’1,20% del totale. Ma, come è noto, il marchio pare destinato ad una rapida crescita all’ombra della Lanterna. Le aperture possibile: la mappaEd è proprio sui nuovi insediamenti che si disputa il match che ha alimentato il dibattito cittadino degli ultimi mesi, perché chiama in causa direttamente il ruolo della politica. Oltre a quelli esistenti, ci sono infatti, potenzialmente, poco più di 17mila mq di supermercati in arrivo sul territorio genovese, anche se i tempi non sono sempre definiti e in alcuni casi si potrebbe trattare di trasferimenti di attività o licenze esistenti, con una differenza di superficie fra il prima e il dopo non sempre già nota e calcolabile fin d’ora.Questi esercizi, che il Secolo XIX ha mappato monitorando le varianti al Piano urbanistico comunale, altri strumenti di pianificazione territoriale già approvati e i progetti annunciati, si estendono per tutta la lunghezza della città, da levante e ponente. Si va dalla controversa grande struttura di vendita (3.200 metri quadri) che Esselunga si prepara a realizzare a San Benigno, al supermercato che si insedierà nell’area dell’ex Verrina a Voltri (si parla di un trasferimento di Pam), all’ampliamento del supermercato (da circa 1.750 a circa 2.500 metri quadri) che Coop vorrebbe realizzare nell’area dell’ex officina Guglielmetti in Valbisagno. Altri progetti, invece, sono per ora annunciati o nel limbo, con iter amministrativi non ancora iniziati: è il caso della media struttura del gruppo Sogegross sul tetto della quale dovrebbe essere realizzata una nuova piscina a Nervi, nell’area Campostano, di un’altra media struttura prevista nell’ex area Mira Lanza, in Valpolcevera, e alla quale potrebbe essere interessato il gruppo Esselunga. Gruppo che prima o poi potrebbe decidere di realizzare  un’altra grande struttura di vendita (circa 3.000 mq) in via Hermada, a Sestri.La lista prosegue, verso est, con il discusso progetto urbanistico della Rotonda di Carignano dove, nell’ambito del piano di riqualificazione dell’area, sorgerà anche una media struttura di vendita. Si parla di un negozio a marchio Conad e, secondo il provvedimento approvato in consiglio comunale, dovrà trattarsi di un trasferimento, ma i dettagli dell’operazione non sono ancora definiti. Definita invece la superficie del supermarket con vista mare: 1.000 mq. Anche nel processo di riqualificazione dell’ex Fiera alla Foce, non troppo lontano dalla Rotonda, sono previsti altri 1.500 mq di grande distribuzione alimentare. Al computo vanno aggiunti poi i 1.000 mq di Coop nell’ex mercato di corso Sardegna (anche in questo caso si dice che potrebbe trattarsi di un trasferimento) e i 1.000 del market Conad previsto nel progetto per la riqualificazione dell’ex centro sportivo Champagnat, ad Albaro. Chiudono la lista i 1.500 mq del supermercato  del gruppo Sogegross in via Carrara a Quarto (si tratterà di un trasferimento con ampliamento) nell’area che appartiene ai Salesiani. Il totale fa 17.200 mq che, se tutti i progetti andassero in porto, vorrebbe dire oltre il 13% in più di spazio cittadino per supermercati rispetto al dato del 2020. Ma, come detto, il saldo potrebbe essere inferiore se effettivamente si trattasse di trasferimenti (a parità di metratura o con una superficie solo parzialmente superiore). Va detto anche che il totale potrebbe aumentare per l’apertura di esercizi di dimensioni inferiori che non richiedono interventi sugli strumenti di pianificazione urbanistica. Il confrontoInsomma, i numeri disponibili raccontano che l’espansione continua ma va anche contestualizzata. Il mercato genovese resta infatti complessivamente più ridotto rispetto alle altre grandi città del nord, almeno in rapporto alla popolazione di riferimento. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, nel 2019 la provincia di Genova faceva contare 266 metri quadrati di grande distribuzione per mille abitanti contro i 504 della provincia di Torino, i 497 di quella di Bologna, i 435 del milanese e i 409 dell’area fiorentina. Numeri che certificano la distanza e, di fatto, invitano gli operatori del settore a investire in dove sembra esserci un bacino potenziale da conquistare, come ha osservato anche il sindaco di Genova Bucci in una recente intervista a questo giornale.