Genova, al via il cinquantesimo convegno dei Giovani Industriali con Salvini, Letta e Conte. Di Stefano: “Il collante di tutta Italia si chiama coesione”

Di StefanoBeatrice D’Oria

09 Luglio 2021

Genova – Ai Magazzini del Cotone si svolge il cinquantesimo convegno dei Giovani Industriali di Confindustria sotto l’hashtag #storiaFutura, tra imponenti misure anti-contagio (si accede solamente con il Green Pass o dopo essersi sottoposti al tampone Covid nel camper allestito fuori dalla sede dell’evento). “L’impresa di crescere” è il sottotitolo del convegno a cui prendono parte, tra gli altri, il segretario federale della Lega Matteo Salvini, il presidente del gruppo OTB Renzo Rosso, la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e gli interventi in videocollegamento dell’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte e del leader di Italia Viva Matteo Renzi.Ad aprire i lavori il presidente dei Giovani Industriali Riccardo Di Stefano: «Questo è molto più che un convegno, è una testimonianza che tutto ricomincia, che la scienza è più forte della malattia, che la paura si vince col coraggiosi tutti e la tenacia di ognuno. Vedo l’impegno collettivo di una società che ha ricercato e scoperto il vaccino, con l’obiettivo di vaccinare la popolazione globale senza lasciare indietro nessuno – ha spiegato – Non abbiamo il diritto di arrenderci perché dobbiamo essere protagonisti della storia futura. Abbiamo a disposizione uno strumento che può cambiare la storia: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I dati ci dicono che la crescita del Pil dovrebbe essere intorno al 5% quest’anno e al 4 nel 2022, una previsione che dipende dalla campagna vaccinale e dal contenimento della pandemia. La ripresa sarà solida solo se garantiremo le condizioni per finanziare l’economia reale e in particolare le PMI. Ci piacerebbe che le aziende si aprissero sempre di più ai capitali di rischio e che si creassero, con Cassa Depositi e Prestiti, i primi basket bond a misura di imprenditore under 35».Di Stefano e SalviniE ancora: «In questi anni pandemici abbiamo fatto due scoperte. La prima: abbiamo dato valore alla parola competenza. Il premier Draghi incarna questo spirito e ci conforta perché sappiamo essere nelle mani di una guida solida e lungimirante – ha continuato – La seconda è che il collante di tutta Italia si chiama coesione nazionale. Ringraziando le forze politiche che sono con noi oggi, abbiamo una domanda: qual è la vostra idea di Storia Futura? Ci auguriamo che arrivino presto i tempi per un nuovo grande patto, nel frattempo però le parti sociali possono comunque fare qualcosa. Partiamo da sostenibilità e sviluppo, serve rendere resilienti i sistemi sanitari, le infrastrutture e le nostre città. Serve un’alleanza di filiera per l’open innovation, da realizzare con un abbattimento dell’IRES per le aziende che fanno investimenti strategici in start-up e la decontribuzione per i primi tre anni. Infine lavoro e formazione».

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