Covid, il rapporto Gimbe: “Casi in aumento del 61,4%, a rischio 2,2 milioni di over 60 senza vaccino”

Un centro vaccinale, foto d’archivioIl report della Fondazione sottolinea il diffondersi della variante Delta e ribadisce: «Rischio di malattia grave per chi non ha completato il ciclo vaccinale»Roma – La variante Delta sta iniziando a determinare un incremento del numeri dei contagi in Italia. E lo farà sempre più nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. I numeri parlano chiaro: l’aumento nell’ultima settimana è stato del 61,4%. La nota positiva è che per ora anche a fronte di una circolazione virale più elevata, l’impatto sui servizi sanitari è inferiore rispetto alle ondate precedenti. I dati, in questo caso, riportano di un calo dei decessi del 35%, dei pazienti in terapia intensiva del 16% e dei ricoverati nei reparti ordinari dell’11,3%.✉ COVID IN LIGURIA: ISCRIVITI ALLA NUOVA NEWSLETTERLo rileva il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe. Tenendo conto del «progressivo aumento dei casi e della diffusione di questa variante che è destinata a diventare prevalente», il monitoraggio rileva che «nel nostro Paese il tallone d’Achille continua ad essere rappresentato dagli oltre 4,77 milioni di over 60 a rischio di malattia grave non coperti dalla doppia dose di vaccino”.Di questi, 2,22 milioni (12,4%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino con rilevanti differenze regionali (dal 21,8% della Sicilia al 7,2% della Puglia), mentre 2,55 milioni (14,2%) devono completare il ciclo dopo la prima dose (1.856.129 con AstraZeneca, 596.190 con Pfizer-BioNTech, 96.503 con Moderna).«Il balzo in avanti rispetto ai 5,75 milioni di over 60 non adeguatamente protetti della scorsa settimana – rileva Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe- – è quasi esclusivamente legato al completamento di cicli vaccinali: non cresce il numero di over 60 che ricevono la prima dose, segno di una persistente esitazione vaccinale in questa fascia di età». Peraltro, secondo il report, «il trend di somministrazione delle prime dosi per fasce di età conferma l’appiattimento delle curve degli over 80 e delle fasce 70-79 e 60-69 e una flessione per tutte le altre classi d’età con notevoli differenze di copertura».

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