Colori delle regioni, il ministro Speranza apre alla revisione dei parametri per le fasce di rischio

Roma – Nuovi parametri per determinare i passaggi delle Regioni nelle varie fasce di rischio, e modulazione dell’utilizzo del green pass per contenere il contagio e incentivare la vaccinazione. Mentre in Italia, complice la variante Delta, la curva del virus continua a salire – con Rt e incidenza in costante aumento – politica ed esperti studiano come affrontare la situazione.Con le attuali regole, infatti, da fine mese diversi territori potrebbero uscire dalla zona bianca per entrare in quella gialla che fa scattare alcune restrizioni. Lo scenario però dovrebbe cambiare già all’inzio della prossima settimana, quando tornerà a riunirsi a Palazzo Chigi la cabina di regia. Dopo il pressing delle Regioni per una modifica dei parametri, infatti, è arrivata l’apertura del ministro della Salute, Roberto Speranza, secondo cui “in una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori”, come ad esempio quello dei 50 casi di Covid ogni 100mila abitanti.A spingere per una revisione anche il sottosegreatrio alla Salute, Pierpaolo Sileri, che ipotizza una rimodulazione “sulle reali implicazioni cliniche”, ovvero sull’aumento dei ricoveri. “Sui nuovi parametri si sta lavorando e sono previsti degli incontri anche la prossima settimana – conferma quindi il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro – I vaccini sono importanti. Il tema dell’impatto delle varianti sulla popolazione è importante. Questo dato di avere una parte importante vaccinata è in grado di influenzare il possibile accesso ai servizi sanitari, è una cosa che stiamo valutando”.Parallelamente, poi, si discute anche dell’utilizzo del green pass. Sileri lo vorrebbe “esteso e modulabile a seconda del numero dei contagi”, mentre l’altro sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, respinge la linea Macron: “Sento parlare di modello francese, ma semmai si tratta di ampliare quello italiano. Estendere l’utilizzo ad esempio ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza può essere una buona soluzione. Ma arrivare a mettere il green pass per andare al bar o al ristorante stante la situazione attuale mi sembra eccessivo. Prevedo che già nella prossima settimana la discussione possa arrivare ad una sintesi”.Sintesi che dovrà essere trovata tra le varie forze politiche. Il leader di Iv, Matteo Renzi, ha sposato apertamente la linea francese chiedendo al governo di avere una strategia simile a quella di Macron: “Chi ha gli anticorpi (vaccino o guarigione dal Covid) entra ovunque, chi non ha gli anticorpi deve subire limitazioni. Io non voglio che torniamo tutti in zona rossa: in zona rossa al massimo ci stia chi non vuole vaccinarsi”. Diametralmente opposta la posizione di Giorgia Meloni che si è detta sfavorevole all’uso del green pass “come strumento della socialità”. “Per il nostro turismo sarebbe un’altra mazzata, un provvedimento ‘economicida’ – evidenzia la presidente di FdI -. Non ce lo possiamo permettere”.Dubbiosa la ministra Mara Carfagna (FI): “Starei attenta a replicare schemi importati dall’estero. Penso che da noi sia difficile utilizzarlo per trasporti pubblici, bar e ristoranti, dove fra l’altro le misure a tutela della salute pubblica sono sempre state rispettate. Mentre sarebbe opportuno per grandi eventi, viaggi aerei o discoteche, dove il pericolo di assembramento è alto”. La posizione del Pd è espressa direttamente da Enrico Letta. “La serietà nella gestione di questa vicenda è la cifra con la quale chiediamo al governo di operare. Siamo tranquilli perché sappiamo che questa è la linea di Draghi, Speranza, Figliuolo, e di tutti i componenti degli organi tecnici – le parole del segretario dem -. Sarebbe irresponsabile ora buttare via tutti gli sforzi fatti con atteggiamenti sconsiderati”. Ecco perché invita tutti “a non avere atteggiamenti irresponsabili che puntano semplicemente ad avere 3 voti in più, a scaldare gli animi, a far sì che la gente se la prenda con le regole”.

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