Simulazione di soccorso in un sentiero impervio

Orani. Gli uomini del Sagf hanno dimostrato come si recupera un ferito in situazioni estreme di Michela Columbu

10 Giugno 2021

ORANI. Saper intervenire prontamente in montagna, conoscendo prima di tutto i luoghi e preservando al massimo lo stato fisico di una persona che versa in difficoltà, magari a seguito di una disattenzione durante una escursione. Un lavoro che richiede capacità tecniche, organizzative, fisiche, e sopratutto tanta passione. Orani domenica scorsa ha ospitato un’esercitazione del Sagf (Soccorso alpino Guardia di finanza della Sardegna) che ha dato dimostrazione di come si esegue un soccorso a un ferito in una zona impervia alle donne e agli uomini della locale Protezione civile guidata da Tiziana Pilia. «L’associazione, nata nel 2018 – spiega la presidentessa – è entrata a far parte della grande famiglia della Protezione civile l’11 maggio scorso». Gli uomini del Sagf, con la guida del comandante Luca Utzeri, hanno eseguito l’intervento nella zona di Oddocaccaro, alla presenza oltre che del gruppo di Protezione Civile di Orani che ha organizzato l’evento, anche del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Nuoro Alessandro Ferri, del Direttore Generale della Protezione Civile Sardegna Antonio Belloi e del Sindaco Antonio Fadda. «Intervenire in montagna, e in questo caso in luoghi particolarmente impervi, è il compito della nostra squadra che è operativa a Nuoro dal 2019 ed è reperibile chiamando il 117 – spiega il comandante Utzeri –. La nostra è una stazione giovane, una vera e propria novità in Sardegna anche se a livello nazionale esiste dal 1965. Nuoro è stata scelta come sede regionale proprio per la sua vicinanza alla parte più montuosa della Sardegna. All’attivo ci sono otto tecnici di soccorso alpino e un tecnico di elisoccorso. Dall’inizio della pandemia, che ha coinciso con l’avvio della nostra attività nell’isola, ci siamo concentrati sopratutto sulle esercitazioni poiché il turismo è stato praticamente azzerato dalle limitazioni, e ciò ha comportato un minore rischio che si verificassero incidenti. Intanto nel rispetto delle convenzioni nazionali – aggiunge il comandante – anche qui in Sardegna è fondamentale la cooperazione con le altre unità di soccorso, come ad esempio il Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico della Sardegna. Per ciò che riguarda la ricerca delle persone scomparse stiamo attendendo la rivisitazione dei protocolli in capo alla locale Prefettura che prevedono il nostro diretto coinvolgimento per via dell’accordo nazionale tra il Governo e la Gdf».Per chi fa parte del Sagf fondamentale è la conoscenza dei luoghi. «Infatti l’augurio – conclude Utzeri – è che nella squadra sarda ci siano sempre più giovani locali».