Macomer è caos vaccini: poche dosi per i richiami

Ieri al Palazzetto un’altra giornata di disorganizzazione da parte dell’Assl Ore di attesa per l’inoculazione ma molti cittadini sono stati rispediti a casa di Giulia Serra

10 Giugno 2021

MACOMER. Ancora una giornata contrassegnata dalla disorganizzazione quella andata in scena ieri sul fronte delle vaccinazioni Covid-19. Nel centro allestito negli spazi del Palazzetto dello Sport cittadino molte persone si sono messe in fila sin dalle sei del mattino per assicurarsi la seconda dose del siero, disponibile però solo per la metà dei soggetti fragili che un mese prima, l’8 di maggio, avevano ricevuto la prima inoculazione. La platea era quella con in tasca la prenotazione per la giornata vaccinale fissata per il 29 maggio, annullata a fronte dell’indisponibilità della materia prima. Lunedì, con un comunicato firmato dalla direttrice del distretto Maria Giovanna Porcu e dal responsabile delle cure primarie Antonello Sechi, si era reso noto che vi erano 208 dosi di Pfizer per coloro che il 1° maggio erano stati sottoposti alla prima somministrazione, e due prime dosi, per un totale di 210 vaccini. A stretto giro era arrivata poi la rettifica ufficiale: 300, e non 210, le dosi complessive a disposizione e, soprattutto, la correzione della loro destinazione, riservata agli utenti vaccinati con prima dose l’8 di maggio e non il 1° dello stesso mese. Mero errore materiale e questione chiusa? Assolutamente no. Perché quell’8 di maggio a ricevere il siero anti-covid furono ben 600 soggetti fragili, esattamente il doppio delle dosi a disposizione per i richiami. La ciliegina sulla torta non poteva che essere la modalità di convocazione. Nessuna chiamata diretta per evitare che centinaia di persone aventi titolo e provenienti dall’intero territorio del Marghine si riversassero al Palazzetto, nessun appuntamento, nessuna divisione per fasce orarie. Semplicemente una chiamata generica per procedere alla somministrazione in base “all’ordine di arrivo”. Scontato annotare che, dopo la calca, in tanti non abbiano potuto accedere all’inoculazione e siano tornati a casa a mani vuote. Al caos dell’organizzazione si è infine sommato l’immancabile imprevisto. L’apertura dell’hub era fissata per le 8.30, ma i vaccini sono arrivati in sede con più di due ore di ritardo, intorno alle 10.50. Così anche coloro che sono riusciti a prendere il fatidico numeretto e conquistarsi la dose per chiudere il ciclo hanno trascorso intense ore di collettiva e sfiancante attesa. Contattata telefonicamente, la direttrice del distretto sanitario di Macomer Maria Giovanna Porcu ha declinato l’invito a rispondere alle domande su quanto accaduto, affermando di non essere autorizzata a rilasciare dichiarazioni alla stampa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA