La poesia “a bolu” riparte da Silanus

Nuove iniziative nella Casa museo, presto anche gli appuntamenti in piazzadi Tore Cossu

12 Giugno 2021

SILANUS. Uno dei cavalli di battaglia per superare il post pandemia sarà la poesia orale. L’amministrazione comunale di Silanus guarda con grande attenzione all’arte dell’improvvisazione per creare nuovi attrattori e rilanciare l’economia del paese. Un volano che trova sponda nella Casa museo de sa poesia cantada e nel progetto “Pitzinnos a bolu” messo a punto in collaborazione con la società Janas e l’associazione Propositivo. Il progetto culturale è nato con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le tradizioni locali e in modo particolare la poesia improvvisata. «L’iniziativa è inserita nell’ambito del bando “Fermenti in Comune” promosso dall’Anci – dicono gli amministratori locali –. I temi centrali individuati per portare avanti il progetto sono la salvaguardia della lingua sarda e la valorizzazione della poesia estemporanea. L’idea di fondo è quella di tramandare alle nuove generazioni almeno una parte della grande ricchezza culturale di Silanus, e fornire loro gli strumenti per preservarla, valorizzarla e promuoverla, per farne elemento trainante dell’economia locale» sottolineano gli amministratori comunali.Se il progetto otterrà il finanziamento previsto dal bando, potrà offrire significative opportunità formative e lavorative ai giovani del territorio, nonché generare nel lungo periodo nuovi spunti di crescita economica e occupazionale. Un progetto che bene si sposa con “Sa domo de sa poesia cantada”, la casa museo sulla poesia improvvisata (conosciuta anche come poesia a bolu) inaugurata lo scorso anno a Silanus nei locali della casa Aielli. Uno scrigno culturale che racconta la storia della poesia e di tutti i cantadores che si sono esibiti sui palchi a colpi di ottave endecasillabe. Un mondo in cui Silanus si ritaglia un ruolo importante visto che per circa mezzo secolo ha avuto due grandi poeti improvvisatori che si sono esibiti contemporaneamente, Mario Masala e Francesco Mura. Il testimone è in seguito passato tra le mani di Totore Cappai e Alessandro Arca che con impegno e dedizione portano avanti l’arte poetica dell’improvvisazione orale. Ora arriva il progetto “Pitzinnos a bolu” che può dare nuova linfa alla poesia di piazza che in passato è stata dominata dai vari Piras, Tucconi, Sassu, Ninniri, Piga, Testoni, Morittu, Pirastru, Demartis, Budroni, Farina, Morette, Masala, Sotgiu, Mura, Seu, Zizi, Pazzola, Carta, Sale, Piredda tanto per citarne alcuni. Il testimone è poi passato tra le mani dei vari Agus, Mureddu, Cappai, Ladu, Sodde, Scanu, Arca, Porcu G., Carta, Porcu D. Senes, Farina, Bitti, Usai, Muntone, Donaera e qualche altro.