Farcana piscina pronta ma le case restano a secco

Attività e residenti all’Ortobene alle prese con l’eterno problema idrico «Eppure basterebbe pulire i serbatoi per avere acqua potabile e presentabile»di Francesco Pirisi

14 Giugno 2021

NUORO. Il riempimento della piscina di Farcana tiene col fiato sospeso i residenti dell’Ortobene. I rubinetti infatti si bloccano e si rivivono gli incubi dei disagi idrici dell’autunno scorso. L’incertezza dura per fortuna solo qualche ora. L’acqua riprende a fluire. Certo è ancora marrone. Ma questo è un problema di tutte le stagioni. Non c’entra la piscina, che ieri ha visto l’invasamento dei primi centimetri d’acqua, per la prossima apertura. I residenti sono comunque sobbalzati. Mario Zizi, un’attività ricettiva a Solotti, da 20 anni: «Molti residenti sul monte erano e sono preoccupati per restrizioni da sopportare in più giorni. Il deposito utilizzato a supporto dell’impianto natatorio – aggiunge – viene approvvigionato dai due depositi che la società Abbanoa ha destinato all’erogazione per case private e strutture ricettive del monte». Le risorse sono le stesse e vengono solamente spostate, con la conseguenza che qualcuno alla fine potrebbe rimanere a secco. Trepidano i privati che hanno messo su casa al monte. Lo fanno ancora di più coloro che hanno attività commerciali, legate all’ospitalità e alla ristorazione: «Trovarsi senz’acqua, col cliente in casa non è una situazione semplice da gestire. Per questo già da qualche tempo abbiamo fatto richiesta di potere essere coinvolti nel momento in cui si mettono in atto le operazioni per il riempimento della piscina». Proprio Zizi, portavoce di diverse attività, racconta che l’anno scorso il disagio non si è verificato perché per riempire la vasca da 52 metri si è attinto un deposito alternativo, utilizzato pure per le attività forestali. Tanto che i residenti – ormai una cinquantina anche d’inverno – chiedono che si è esca fuori da questo circolo vizioso e le diverse utenze siano garantite nell’erogazione del servizio. L’acqua certo la si vorrebbe limpida e potabile: «Ad aprile a uno degli ospiti del mio locale – dice Mario Zizi – ho dovuto restituire una parte dei soldi, che aveva anticipato per il soggiorno. Mi ha detto: “Tenga conto che non mi sono neanche potuto fare la doccia”. Cosa potevo controbattere?». Le famiglie ovviano riempiendo bidoni e cisterne nelle fonti del monte, soprattutto per quanto serve in cucina e l’igiene personale». L’indice accusatorio in questo caso è su Abbanoa. Ancora Zizi: «La situazione la conoscono bene, perché gli è stata illustrata in maniera diffusa e approfondita. Però non c’è stato ancora un intervento risolutore». L’inconveniente si pone tra capo e collo nel momento in cui il Monte sembra poter riacquistare centralità, nella vita della città e del territorio, e soprattutto ritornare a essere una destinazione turistica. I residenti crescono e con essi l’acquisto di case, per anni rimaste chiuse. L’albergo che ancora manca per il momento sarà rimpiazzato dai 30 posti letto dell’ostello della gioventù, che aprirà a metà luglio. Si può fare anche trekking e presto mountain bike, o partire con le guide per andare sul Supramonte. «La stagione turistica – spiega Zizi – sarà più lunga di un anno fa, perché l’Ortobene è meta anche per gli stranieri: francesi, belgi, tedeschi. Il problema idrico però va risolto. Credo sia sufficiente pulire i serbatoi, per avere dell’acqua potabile e presentabile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA