Ck, svolta dopo 40 anni Ora è home restaurant

Cenceddu e Tonina chiudono lo storico locale e aprono a casa loro L’iniziativa fa parte del progetto “Fatu in domo” in sinergia con il Comunedi Luca Urgu

17 Giugno 2021

OLIENA. Chi vive in moto perpetuo e spesso ha le mani in pasta, quella fresca ovviamente, non può rimanere fermo o vivere di ozio e di ricordi. Così per Cenceddu e Tonina, coppia anche ai fornelli, dopo 40 anni di ristorazione nel mitico Ck di Oliena si apre oggi un nuovo capitolo sempre all’insegna del gusto e dell’ospitalità. Del resto intorno a questi due capisaldi i coniugi hanno costruito nel tempo la loro credibilità e fidelizzato una clientela internazionale. Da oggi la sfida si chiama Home Restaurant, ovvero ristorazione domestica con aspetti simili alle modalità del classico ristorante ma in una forma più flessibile e snella (tre giorni alla settimana, obbligo della prenotazione) e possibilità di accogliere tra le mura di casa i commensali che con il pasto fanno una vera e propria avventura esperienziale. Per fare tutto questo percorso nel modo giusto, oltre la prosa serve la poesia. Un patrimonio che qui è di casa in “Sa Horte de su Poeta”, abitata dal vate massaio Ciu Bischeddu (Giovanni Luigi Biscu), suocero di Cenceddu e padre di sua moglie Tonina. Un uomo che ha fatto della gentilezza in versi il suo credo oltre che della cultura del lavoro e del rispetto. Proprio a lui i coniugi hanno voluto dedicare il primo Home Restaurant della Barbagia. Un modo originale per ricordarne la figura e la memoria. L’iniziativa promossa dall’associazione Sa Mata in sinergia con l’amministrazione comunale di Oliena, all’interno del progetto “Fatu in domo, buono perché è fatto in casa” prevede la possibilità di avviare oltre gli home restaurant, le imprese domestiche di produzioni agroalimentari tipiche. Tra queste minicaseifici, laboratori di pasta e prodotti da forno, laboratori di dolci e di conserve, di pasta senza glutine, per la lavorazione e conservazione di prodotti vegetali e altri due home restaurant. Il primo a partire è “Sa Horte de su poeta”, dove sostanza e forma si completano. A metterci la buona mano anche questa volta c’è l’artista a tutto tondo Luigi Columbu, che ha curato la regia dell’ambientazione della grande sala da pranzo dove i versi di Ciu Bischeddu camminano sulle candide pareti. «Dopo una vita nel mondo della ristorazione chiudere il locale non mi ha fatto per niente bene. La gente ci mancava, sia a me che a mia moglie. E questa che proponiamo ci sembra la modalità più adatta per poter dare qualcosa e contemporaneamente ricevere dalla gente», spiegano Cenceddu Palimodde e Tonina Biscu mentre curano nei dettagli il nuovo progetto in cui si sono totalmente e piacevolmente immersi. «Le cose da fare sono tante. Avremo un nostro menù che varierà settimanalmente, ma si potrà concordare anche con gli ospiti in base alle loro esigenze», precisano. «Se vorranno “Su pratu ’e cassa” (un must della loro cucina) li accontenteremo altrimenti le varianti non mancano». Cibo, poesia, buon vino, liquori, dolci, ma anche la possibilità di far conoscere piatti e ricette come la pasta fresca, le seadas della tradizione, aprendo le porte di casa ai turisti. A “Sa Horte de su Poeta”, oltre alla degustazione, ci sarà anche lo sviluppo di cooking class, lezioni di cucina dei piatti tipici del paese per i turisti in vacanza. Questo sarà il regno dei macarrones de busa con salsa di noci, un piatto di cui parla Grazia Deledda, dei macarrones de ortu con pasta fatta a mano condita con una salsa leggera di pomodoro e una spolverata di ricotta affumicata, ai ravioli con i dieci aromi, con un olio preparato con dieci essenze del territorio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA