«Manca certezza nelle regole e serve più lealtà nei rapporti»

«Il ministro Orlando ci ha ripensato, forse sollecitato dai Soliti Noti ai quali fa proprio fatica a dire di no, ed ha messo in discussione la decisione assunta a fine marzo sul blocco dei licenziamenti che aveva trovato, con grande fatica, anche la nostra adesione. Era stato detto che a fine giugno questo divieto non sarebbe stato prorogato. Ora nel decreto Sostegni bis c’è uno slittamento a fine agosto. Non va: non solo per il merito, ma per il metodo e per l’affidabilità dei rapporti tra noi e il ministro».Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria per le Relazioni industriali, è severo nelle sue dichiarazioni. La scelta di andare avanti con il blocco dei licenziamenti fino a fine agosto per le aziende che utilizzano la cassa Covid, dice, non è certo ciò che serve al mondo del lavoro: «è una fonte di incertezza per le imprese, rallenta quei processi di riorganizzazione e riposizionamento essenziali per tornare ad essere competitive sui mercati, dopo questa crisi così pesante. È proprio controproducente rispetto all’obiettivo di rimettere in moto il mercato del lavoro, la dimostrazione che si ragiona in una logica di emergenza e non di prospettiva e visione. E di riforma degli ammortizzatori sociali e di politiche attive ancora non si parla. Assurdo». Ma ciò che Stirpe ritiene ancora più inaccettabile è il venir meno dell’impegno preso.Loading…Due mesi fa, ai tavoli al ministero, la scadenza di giugno era stata condivisa con il ministro del Lavoro?Pur non in modo espresso c’era stata una mediazione. Noi avevamo chiesto fine maggio, poi si è arrivati a fine giugno. Non ci aspettavamo che venisse rimesso in discussione un principio condiviso e venisse inserita nel decreto una norma diversa, senza nemmeno avercelo comunicato. C’è un giudizio fortemente negativo sull’affidabilità dei rapporti, che dovrebbero essere invece improntati al massimo della correttezza e della lealtà.Una questione di metodo, quindi, oltre che di merito?