Draghi-Merkel, dalla pandemia la lezione per una sovranità condivisa nell’Ue

La pandemia ha lasciato sul terreno milioni morti e oltre 88 milioni di persone in condizioni di estrema povertà. Ma ha ridato nuova linfa al multilateralismo come unica via di uscita per governare i processi globali e una sovranità condivisa nell’Unione europea da applicare anche ad altri settori, dalla difesa alle relazioni internazionali. È un’analisi questa sulla quale si trovano in piena sintonia il premier italiano Mario Draghi e la cancelliera tedesca Angela Merkel che ne hanno discusso oggi (da remoto) alla seconda giornata del Global Solution Summit 2021.Da pandemia sovranità condivisa nell’Ue«L’Ue – dice Draghi – ha mostrato la sua sovranità nella campagna vaccinale e nella produzione di vaccini, ma penso che toccherà molti altri campi la sovranità condivisa: relazioni internazionali e affari esteri dimostrano quanto abbiamo bisogno di sovranità condivisa». Era stata la cancelliera tedesca poco prima ad auspicare che la condivisione dei vaccini vi sia in futuro anche su tanti altri campi, dalla difesa ai rapporti internazionali. La nostra prima priorità è, a giudizio di Draghi, sconfiggere la pandemia. Questo significa farlo ovunque e non soltanto nei Paesi sviluppati. «Garantire che i Paesi più poveri abbiano accesso a vaccini efficaci è un imperativo morale ma – aggiunge il premier italiano – c’è anche una ragione pratica e, se vogliamo, egoistica. Finché la pandemia infuria, il virus può subire mutazioni pericolose che possono minare anche la campagna di vaccinazione di maggior successo».Loading…Oms, per clima 250mila morti tra 2030 e 2050 Ma la battaglia contro il virus, secondo Draghi «non può distogliere la nostra attenzione dalla lotta al cambiamento climatico. I ghiacci polari si stanno sciogliendo e il livello del mare è in aumento. Il numero di disastri legati al clima segnalati naturali è più che triplicato a partire dagli anni ‘60. Nei Paesi a basso e medio reddito, le calamità naturali arrivano a costare 390 miliardi di dollari all’anno, una cifra sconvolgente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il cambiamento climatico causerà 250.000 morti all’anno tra il 2030 e il 2050». Per Draghi la pandemia ha contribuito a portare almeno 88 milioni di persone in condizioni di povertà estrema nel 2020 e, secondo la Banca Mondiale, il cambiamento climatico potrebbe spingerne altri 132 milioni nei prossimi 10 anni con effetti asimmetrici soprattutto nei confronti dei lavoratori più giovani e delle donne. Secondo il presidente del Consiglio «Il programma Next Generation Eu offre un’opportunità unica per abbracciare la transizione ambientale. Ma dobbiamo fare di più a livello globale, ad esempio attraverso il “Sustainable Finance Working Group” del G20 e intraprendere un’azione incisiva per affrontare le disuguaglianze globali».Capitali pubblici e privati per iniziative su ambiente«L’Italia è co-presidente della COP26 in partnership con il Regno Unito – aggiungi Draghi -. Abbiamo due obiettivi chiari. Il primo è impegnarsi a raggiungere obiettivi di riduzione delle emissioni sufficientemente ambiziosi al punto da limitare il surriscaldamento globale non oltre 1,5 gradi e da raggiungere le emissioni nette pari a zero entro il 2050. Il secondo è mitigare i potenziali danni associati ai cambiamenti climatici. Dobbiamo rafforzare le nostre misure di contenimento, ad esempio accelerando l’eliminazione graduale del carbone. E dobbiamo garantire vi sia un maggiore afflusso di capitali pubblici e privati verso iniziative legate al clima». Quella dei cambiamenti climatici per Draghi «è una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme, anche l’Ue è responsabile per le emissioni, ma certamente serve un impegno di tutti gli attori in campo. Gli Usa hanno aderito a Parigi, penso anche alla Cina, che è una realtà importante in questa fase». E La Merkel dice che «da un lato il rapporto con la Cina desta preoccupazioni», ma aggiunge che «dobbiamo continuare la collaborazione sul clima e su altre sfide globali che senza la Cina non possiamo affrontare. Dobbiamo cooperare con la Cina anche se abbiamo sistemi diversi».Merkel apprezza il lavoro italiano per G20La cancelliera apprezza il lavoro italiano sul G20 e i risultati del Global Health Summit esprimendo «pieno sostegno» all’Italia per una «presidenza del G20 di successo e per la leadership di Draghi». Quest’ultimo ricorda che «nel corso della sua storia, l’Italia ha prosperato grazie al commercio e alla cooperazione internazionale. L’apertura è stata la nostra migliore ricetta per il successo. La nostra presidenza del G20 rifletterà questo impegno di lunga data. Insieme alla Germania e agli altri partner del G20, siamo fiduciosi di poter costruire un mondo più forte».