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Protesta on line, 500 firme in un solo giorno contro il piano della sanità che penalizza Ovada

L’iniziativa sulla piattaforma Change.org è stata di padre Ugo Barani, presidente dell’Osservatorio attivo di Ovadadaniele prato

17 Novembre 2021

Ovada – “Parlano di Case di comunità, di Centrali operative, ma i nomi non contano, tutto si riduce sempre in tagli ai servizi: invece di spendere soldi per ristrutturazioni che non servono, li usino per assumere medici e infermieri e facciano funzionare ciò che già c’è, come l’ospedale di via Ruffini, che è una risorsa per il territorio”Padre Ugo Barani, presidente dell’Osservatorio attivo di Ovada, lancia una raccolta firme in difesa dell’ospedale della città e alza la voce contro la bozza del piano che i tecnici Asl hanno inviato in Regione per investire 22 milioni di euro del Pnrr, realizzando in provincia nove Case di Comunità, quattro Centrali operative, tre Ospedali di comunità da affiancare a strutture per acuti e distretti.Peccato che, una volta scoperti i dettagli del disegno, Ovada si sia trovata spiazzata: nella mappa non c’è più traccia dell’Ospedale di comunità attivato nel 2019 al secondo piano di via Ruffini, mentre la Casa di comunità immaginata dal Comune e dal Consorzio dei servizi sociali all’interno dell’ex Sant’Antonio di via XXV Aprile, nella bozza è invece indicata in ospedale.”E lì non ci sarebbero gli spazi, a meno che non si scardinino i servizi esistenti” ha sottolineato, innervosito, il sindaco Paolo Lantero.Il rischio di nuovi tagli per Ovada padre Ugo l’aveva evocato a ottobre. “La mia paura – dice – è che, visto l’arrivo dei fondi europei, si voglia trovare a tutti i costi il modo di spenderli per adeguamenti che rischiano di tradursi in stanze vuote: si usino i soldi per il bene della gente, assumendo medici e infermieri che mancano e facendo lavorare i reparti che già ci sono”Barani chiede pure che si riattivi l’Ospedale di comunità, il reparto che il territorio aveva ideato in via sperimentale per assistere le fasce deboli della popolazione ma che il Covid ha messo in stand by. Per sostenere la battaglia in difesa della sanità ovadese, il sacerdote ha lanciato l’altra sera una petizione sulla piattaforma Change.org, destinatari il governatore del Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, il direttore dell’Asl Luigi Vercellino e il sindaco Lantero. In un solo giorno si è già arrivati a 500 firme.

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